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PROGETTO ACLI MARCHE LR 09/2004 ANNO 2013 - CRESCERE IN BEN-ESSERE


1. MOTIVAZIONI del progetto:

I dati dell’Istat relativi al 30 settembre 2013 confermano impietosamente il dramma che stiamo vivendo: anche a livello statistico abbiamo superato ormai la barriera del 40 per cento di disoccupati fra i giovani della fascia di età 15-29 anni. Una generazione di giovani sta diventando adulta senza fare esperienza del lavoro: è un dramma per la metà dei giovani italiani, ma è un dramma anche per il nostro Paese, perché senza giovani un Paese non può avere futuro.
Sulla base di questo allarme sociale, sono due le riflessioni che emergono:
- i giovani sono costretti a vivere oggi in un mondo che esalta l’instabilità lavorativa, che a sua volta contagia quella affettiva, richiedendo loro uno sforzo continuo a ripensarsi per affrontare una condizione di vita la cui dimensione principale è il rischio. La mancanza di lavoro diventa quindi un ostacolo nella ricerca di un impiego da un lato, ma dall’altro anche un ostacolo per una partecipazione consapevole all’interno della società;
- aggiungiamo a questo dato di fatto, l’evidenza che, nel contesto di profonda incertezza in cui tutti viviamo, si avverte la mancanza di “figure-guida” che aiutino i ragazzi a crescere. Le famiglie sono oggi impotenti di fronte alla situazione sociale che stiamo vivendo, spesso prive di elementi per comprendere lo stato di disagio manifestato dai propri figli. Le famiglie vengono spesso sostituite dalla televisione, da internet o dai divi dello spettacolo che diventano punti di riferimento distorcenti rispetto all’impegno civile, sociale e di partecipazione collettiva che i giovani possono e devono esercitare. La solitudine, di fatto, diventa allora un aspetto dominante della condizione giovanile attuale: sentirsi soli significa muoversi senza protezioni in una realtà che restituisce uno sguardo poco benevolo, dove manca qualcosa o, meglio, dove manca qualcuno su cui poter contare. Alla base del divario che separa la volontà d’espressione dei ragazzi e le modalità e le strutture offerte a tal fine dalle nostre società, vi è la carenza di servizi e di occasioni che favoriscano tutte le forme di partecipazione reale e non virtuale e che individuino meccanismi innovativi e aggregativi di facile accesso, meccanismi che lascino spazio ai giovani stessi. Tra l’altro, in assenza di servizi di informazione e di spazi di aggregazione giovanile, si corre il rischio di veder accentuato il fenomeno dell’emarginazione giovanile e dei suoi possibili sbocchi quale la patologia sociale e la devianza.
Secondo l’analisi delle Acli, nel nostro Paese fino a che non cambieranno le condizioni strutturali (in primo luogo occupazionali) alle quali si è fatto riferimento, il disagio sociale e in particolare il disagio giovanile sono destinati a crescere.
La crescita della frammentazione e della disgregazione sociale è già evidente anche in una regione a forte coesione sociale come le Marche. Di fronte a questa situazione, come abbiamo fatto negli anni precedenti, intendiamo muoverci in più direzioni mettendo in campo iniziative che coinvolgano i giovani del territorio e che si manifestino come azioni di contrasto al disagio giovanile. Continueremo ad operare per rilanciare l’impegno delle strutture delle ACLI a favore delle giovani generazioni, perché i nostri Circoli siano luoghi di aggregazione per i giovani, di educazione civica, di formazione sociale, di cittadinanza attiva, di impegno per il bene comune. Così pure continueremo ad accompagnare i giovani nell’individuazione delle proprie attitudini, potenzialità e competenze per attivare percorsi di inclusione, in primo luogo di inclusione lavorativa, che favoriscano una vita indipendente. Con questo Progetto ci proponiamo anche di rilanciare l’impegno delle strutture e dei servizi delle ACLI a favore del sostegno al ruolo educativo delle famiglie. Partendo dal presupposto che la crescita armonica dei figli è favorita in primo luogo dall’appartenere a famiglie che sappiano leggere i cambiamenti della società e del mondo giovanile, che adottino stili di vita lontani dall’eccessivo consumismo, che si mettano in rete per condividere esperienze e favorire l’aiuto reciproco, le ACLI promuoveranno con il progetto iniziative destinate all’educazione e al coinvolgimento non solo dei giovani ma anche delle loro famiglie. In particolare le iniziative che saranno realizzate con il progetto saranno volte a:
- analizzare lo “stato di salute” delle relazioni familiari sul territorio marchigiano al fine di conoscere meglio i bisogni sociali e in particolare le forme di disagio che si manifestano, per potersi incamminare al più presto e con cognizione di causa sulla strada della prevenzione;
- educare le famiglie per educare i giovani. Sostenere le famiglie nel loro compito educativo al fine di renderle più consapevoli delle trasformazioni del mondo giovanile, sostenerle nell’ascolto,nella relazione e nel confronto con i figli e fornendo loro strumenti per aiutare i figli a diventare adulti ed a “crescere in ben-essere”;
- promuovere il lavoro come mezzo per contrastare l’esclusione sociale;
- promuovere tra i giovani nuovi stili di vita per “crescere in ben-essere” e prevenire il loro disagio.


2. OBIETTIVI del progetto:

1) ANALIZZARE LO “STATO DI SALUTE” DELLE RELAZIONI FAMILIARI SUL TERRITORIO MARCHIGIANO

La famiglia è il fulcro della società e dell’educazione dei giovani, lo è stata in passato e continua ad esserlo oggi. I ragazzi di oggi tuttavia sono diversi da quelli di ieri e i genitori di oggi sono diversi da quelli di ieri. Occorre quindi analizzare il quadro attuale delle famiglie, in particolare delle famiglie del nostro territorio marchigiano, evidenziando lo “stato di salute” delle relazioni al loro interno, identificando i punti di incontro e le diversità di valutazione del ruolo della famiglia tra genitori e figli, mettendosi in ascolto e dando voce alle problematiche e ai bisogni che emergono dal territorio.

2) EDUCARE LA FAMIGLIA PER EDUCARE I GIOVANI: SOSTENERE LE FAMIGLIE NEL LORO COMPITO EDUCATIVO

Alla famiglia spetta oggi il compito di essere faro per i propri figli in particolare per gli adolescenti che da un lato devono fare i conti con i dubbi e la ricerca della propria identità tipica della loro età e dall’altro si trovano a dover fare i conti con una società complessa che poco li aiuta in questo loro passaggio alla vita adulta. Tuttavia le famiglie si sentono sempre più sole senza l’appoggio delle reti familiari, amicali e di vicinato. Sulle famiglie ricadono gran parte delle problematiche e dei contrasti della società: sia le dinamiche di un mercato del lavoro globalizzato che rende sempre più difficile l'entrata e la stabilità nel mondo del lavoro dei giovani, sia lo smantellamento dello stato sociale che riporta all'interno della famiglia la necessità di farsi carico dei più piccoli e degli anziani. In questo clima familiare, che cerca quindi di avere dei riferimenti propri, e che forse teme di non trovarne, l’educazione consapevole (avendo a disposizione alcuni strumenti di aiuto e sostegno forniti dalle Acli e dal proprio sistema di rete territoriale), la costituzione di reti familiari solidali, l’aggregazione delle famiglie in gruppi di mutuo aiuto assumono un ruolo centrale, affinché i propri figli possano “crescere in ben-essere”.

3) PROMUOVERE IL LAVORO PER CONTRASTARE L’ESCLUSIONE SOCIALE E PREVENIRE IL DISAGIO GIOVANILE

Nel nostro Paese sono insufficienti i servizi finalizzati a promuovere la conoscenza del lavoro e a educare al lavoro. I giovani si trovano, così, inevitabilmente, a scegliere con scarsa consapevolezza circa il loro futuro lavorativo e professionale; non conoscono a sufficienza le tipologie contrattuali presenti nel nostro mercato occupazionale e rischiano di cadere in situazioni di sfruttamento lavorativo o di lavoro sommerso: situazioni che si rivelano estremamente penalizzanti per la loro emancipazione e per la loro vita. Continuando il lavoro iniziato lo scorso anno, le ACLI delle Marche, con la collaborazione attiva dello Sportello lavoro e dello Sportello “Incontra-lavoro” dell’Agenzia per il lavoro del Patronato ACLI, dei CIOF e degli AA.TT.SS (rafforzare la rete già attivata), vogliono farsi carico di dare ai giovani tutti gli strumenti utili a leggere il mondo del lavoro e a cogliere le opportunità di impiego che ancora ci sono. I giovani partecipanti potranno inoltre diventare a loro volta di “promotori di opportunità” per promuovere, secondo una logica di “peer education” (educazione tra pari) le conoscenze sul mondo del lavoro tra i propri coetanei

4) PROMUOVERE TRA I GIOVANI NUOVI STILI DI VITA PER “CRESCERE IN BEN-ESSERE” E PER PREVENIRE IL LORO DISAGIO

Secondo un’indagine del 2011 effettuata da Format su un campione di giovani tra i 14 e i 24 anni, i fattori che più di altri minacciano la propria salute, secondo i giovani, sono l’inquinamento (50,2%), lo stress (49,7%), la vita troppo sedentaria (38,7%), l’alimentazione errata (37,8%) e il fumo (28,8%). Per condurre una vita salutare il 57,0% dei giovani pratica un qualche genere di sport, o afferma di farlo, il 50,0% si incontra con gli amici, il 48,0% ascolta musica. Internet è il mezzo di comunicazione preferito per avere informazioni sulla medicina, il benessere e la prevenzione; un giovane su due afferma che l’educazione sugli stili di vita ricevuta a scuola è insufficiente. Alla luce di questi indicatori un’associazione di promozione sociale come le ACLI si pone l’obiettivo di promuovere occasioni di confronto con i giovani sull’importanza di adottare stili di vita sani per “crescere in ben-essere”, anche attraverso linguaggi vicini al mondo giovanile come i social network, la musica, il teatro, lo sport.




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