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FAP ACLI: per un nuovo patto fra le generazioni

Negli ultimi trent’anni si è indebolito il patto fra le generazioni sul quale si regge una società e a pagarne il conto saranno soprattutto i giovani per tre motivi ben precisi. Il primo: il crescente ricorso al debito pubblico per sostenere le debolezze dell’economia italiana, iniziato trent’anni fa, ha portato il debito pubblico dal 60 per cento al 120 per cento del Pil, il Prodotto Interno Lordo del nostro Paese. È un macigno pesantissimo che ci costringe a pagare decine e decine di miliardi all’anno di interessi, impedendoci di fare gli investimenti necessari all’ammodernamento del nostro Paese, ma soprattutto è un peso che, se non verrà ridotto, dovrà essere pagato dalle generazioni future. Il secondo fattore va individuato nel sistema previdenziale: le riforme effettuate negli ultimi anni hanno reso il nostro sistema previdenziale svantaggioso per i giovani lavoratori. Allungandosi l’età della vita, per far quadrare i conti è stata alzata l’età del pensionamento, ma soprattutto, con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, sono state ridotte le pensioni future. I giovani lavoratori precari di oggi, se non si interviene, avranno pensioni da fame. Il terzo fattore che ha indebolito il patto intergenerazionale è non solo il lavoro che manca, ma anche il lavoro intermittente e sottopagato che viene offerto ai giovani oggi. Da una parte la diminuzione del numero degli occupati non garantisce la tenuta dei conti previdenziali; dall’altra il lavoro precario e i bassi salari non permettono ai giovani di avere un lavoro “decente”, di farsi una famiglia e di guardare al futuro con serenità. In questa situazione è indispensabile operare per un nuovo patto fra le generazioni, fra giovani e anziani ovviamente, ma cominciando dai bambini che oggi sono uno dei soggetti più fragili nella nostra società. Gli anziani, non solo come nonni ma come soggetti attivi di questa società, dimostrano quotidianamente di avere attenzione e cura per i bambini. Devono continuare a farlo anche al di fuori del proprio ambito familiare, operando per rafforzare i rapporti comunitari. Essere comunità significa condividere valori, idee, interessi e soprattutto significa affrontare i problemi insieme, in modo solidale. Nel nostro Paese sta crescendo invece una società piena di rancore, vendicativa, spesso anche violenta. Dobbiamo contrastare questa tendenza e ricostruire una comunità più solidale e più attenta ai deboli. E dobbiamo rafforzare e migliorare i rapporti fra giovani e anziani. Il nuovo patto fra le generazioni deve rifondarsi su quattro concetti fondamentali (le quattro R): Responsabilità, Riconoscimento, Rispetto, Reciprocità. Sono quattro concetti sui quali si può incominciare a lavorare nei Circoli, dando vita a progetti, iniziative ed esperienze concrete.

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